Lettera alle donne e ai comitati Se Non Ora Quando

Care tutte, come vi abbiamo già scritto, sentiamo il desiderio di incontrarci e conoscerci. Vi proponiamo una grande riunione il 9 e 10 luglio, a Siena per cominciare a tracciare il nostro progetto e definire la nostra proposta politica dopo il 13 febbraio.

La città ci ha messo a disposizione un luogo bellissimo, il Santa Maria della Scala, che ha tutte le caratteristiche di spazio per accogliere il nostro incontro. Un gruppo che comprende il comitato SNOQ di Siena e di Roma è già al lavoro per organizzare l’ospitalità e risolvere tutti i problemi logistici.

Saremo in contatto continuo con voi attraverso il blog per aiutarvi in tutti i modi a partecipare. Abbiamo pensato e discusso i contenuti per questo nostro primo incontro, e ci sembra che il nesso tra le brutte immagini di donne che attraversano gli schermi e ricoprono i muri di questo paese e il mancato posto fatto alle donne nella vita pubblica, a cominciare dal lavoro, sia il nodo su cui lavorare insieme.

Questi due aspetti, rappresentazione dei corpi e lavoro delle donne, sono le due facce dello scandalo italiano che abbiamo denunciato il 13 febbraio e che i dati ISTAT impietosamente fotografano.

Le 800.000 costrette a lasciare il loro impiego dopo una gravidanza, l’insieme indistinto e difficilmente quantificabile delle altre, inattive, disoccupate e precarie a cui di fatto viene sottratta anche solo la possibilità di immaginare una gravidanza, sono la dimostrazione che l’Italia non ha mai accettato la libertà e la differenza delle donne e ha sancito così il suo declino. Cominciamo da qui.

Vi chiediamo di contribuire con le vostre riflessioni e le vostre proposte all’elaborazione su questi due punti.


3 commenti on “Lettera alle donne e ai comitati Se Non Ora Quando”

  1. Maria Guardala' scrive:

    vorrei partecipare all appuntamento del 9 di luglio,siccome vengo da Alghero,come mi devo organizzare??grazie mille

  2. morena scrive:

    salve mi chiamo morena ed ho perso il lavoro da un anno una cosa che mi piacerebbe ci fosse uguaglianza sia per le aziende di grandi dimensioni che per le piccole dimensioni, ovvero che non possono licenziare senza motivo, o additare come scusa la crisi.
    Cio che stanno facendo la maggior parte delle aziende, sarebbe bello creare le condizioni di obbligare i titolari delle aziende dove negli anni precedenti la crisi, hanno portato nelle loro tasche i guadagni creati con il sudore del lavoro di quelle impiegate ed operaie ed operai ed impiegati che ora sono stati licenziati.
    Non dico che la crisi non ci sia come dice il presidente degli scandali personali, ma i sacrifici richiesti dalla gente comune deve prima esssere affrontato da quei imprenditori che prima pensano al proprio benessere e dalla classe politica, che dubito possa lasciarsi alle spalle tutti i loro previlegi. (vedasi la lega che tanto predica ma razzola male).
    Un’altro aspetto che mi piacerebbe si ponesse al centro delle questioni che i politici non posso ricandidarsi dopo il primo mandato, che vengano eletti sempre gente nuova, e le donna possano prendere dei posti di rilievo in quanto la mia convinzione è che gli uomini hanno paura di affrontare una donna in quanto la temono perchè nel corso dei decenni hanno dimostrato di essere cento volte superiori, noi ci poniamo degli obiettivi, familiari, sociali, economici, in fin dei conti noi donne non gestiamo le nostre finanze familiari con buoni risultati.
    saluti
    Morena


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